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Attico di charme con terrazza a due passi da Piazza di Spagna

Attico di charme con terrazza a due passi da Piazza di Spagna

Galleria (26) Mappa
Indirizzo
Roma, Via di Capo le Case
Prezzo
2.550.000 €
Camere
3
Bagni
2
Mq
145
Tipologia
Attico
Riferimento
6570

Splendido attico, unico nel suo genere per la sua magnifica terrazza di 90 mq con viste spettacolari che spaziano dalla Basilica di San Pietro al Quirinale passando per il Pantheon e le iconiche cupole delle chiese più note di Roma. Ci troviamo nel palazzo settecentesco "Centini Toni", caratterizzato da eleganti basso rilievi e ricchi decori, scala padronale con soffitto a volta e mosaici antichi. La location è eccellente, a pochi passi da Piazza di Spagna, Trinità dei Monti e Villa Borghese. Entrando siamo subito accolti dal salotto, aperto direttamente sulla terrazza che, essendo a livello, dà una sensazione di continuità tra l'interno e l'esterno. La cucina è separata ed ha lo spazio per tutti gli elettrodomestici. La scala di design sul lato destro, le diverse altezze dei soffitti, i pavimenti di legno e l'incredibile luminosità ne caratterizzano il fascino. Scendendo poche scale raggiungiamo la camera padronale, che per come è posizionata gode di grande privacy ed ha il bagno en-suite. Salendo dal salotto al piano superiore, troviamo le due camere da letto aperte sul balcone e un secondo bagno. Aria condizionata, grande soppalco, soffitti con travi a vista, ascensore e servizio di portineria completano la proprietà.
NOTA STORICA:
Il settecentesco Palazzo Centini Toni, originariamente di proprietà dell'architetto Tommaso Mattei, è stato acquistato in seguito dal Conte Felice Centini e per lui rinnovato, tra il 1722 e il 1742, da Francesco Rosa. La proprietà ed il restauro dell'edificio avvenuto nel 1886, sono ricordati con una targa al piano terreno. Il palazzo è stato popolarmente ribattezzato "Palazzo dei Pupazzi", per la ricca e curiosa decorazione a stucchi, che al primo piano prende la forma di cariatidi, conchiglie e teste femminili aggettanti. Un antenato del conte, Giacomo, nel 1633 venne accusato di aver organizzato una congiura ai danni di papa Urbano VIII Barberini e per questo decapitato due anni più tardi. Nel palazzo ebbe lo studio di pittore Massimo D'Azeglio.
- Il toponimo "ad capita domorum" (ovvero "a capo, all'inizio delle case") era riferito, fino al secolo XV, alla zona che, segnando da confine orientale dei rioni Colonna e Trevi, indicava il limite dell'abitato oltre il quale ci si inoltrava nella campagna, come ricorda anche l'appellativo "delle Fratte" legato alla vicina chiesa di S. Andrea.
Il toponimo "Capo le Case" apparve per la prima volta nel 1618, legato alla chiesa di S. Giuseppe a Capo le Case, così denominata perché un tempo la via comprendeva anche il tratto di strada oggi denominato Via Francesco Crispi. Via Capo le Case fu abitata da numerosi artisti.

Servizi e Caratteristiche
Ascensore · Condizionatore · Portineria
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