A Little Bit Of Magic

Marie-Louise Sciò possiede il raro talento di far stare bene le persone.

Un’arte diventata mestiere, che raggiunge la perfezione nei tre hotel del gruppo di famiglia, di cui è CEO e Direttore Creativo: il leggendario Il Pellicano di Porto Ercole, da sempre meta prediletta dal jet-set internazionale, La Posta Vecchia, affascinante dimora appartenuta a Paul Getty a Palo Laziale, Ladispoli, poco distante da Roma, e il Mezzatorre di Ischia. Nonostante l’annus horribilis appena trascorso, che ha messo in ginocchio il turismo e il settore alberghiero più di ogni altro, l’imprenditrice guarda al futuro con ottimismo: «Sono un’inguaribile romantica e mi pia- ce pensare che una parte di noi uscirà migliorata da questa esperienza: sapremo goderci di più la vita». Detto da lei, non è una semplice dichiarazione d’intenti: per la prossima stagione, Sciò ha in serbo molte sorprese. Il suo approccio, che lei definisce «un po’ folle», mette al primo posto esperienze autentiche, attenzione per il territorio e tante «piccole cure» per gli ospiti, che nei suoi alberghi ritrovano l’atmosfera accogliente di una casa piena di vecchi amici.

In che modo è cambiato il concetto di soggiorno di lusso nell’ultimo anno?
Tutto quello che avevamo sempre dato per scontato - il viaggio, la socialità - ora non lo è più. Abbiamo imparato il valore del tempo. In futuro viaggeremo forse meno, ma meglio, rallentando il ritmo e andando alla scoperta del territorio più in profondità.

L’estate scorsa con Il Pellicano siete stati tra i primi ad annunciare la riapertura. Un gesto di coraggio?
Abbiamo aperto per tutte le persone che lavorano con noi, e perché volevamo dare un segnale forte al mondo, dire “l’Italia c’è”. Il riscontro è stato incredibile: abbiamo avuto tanti ospiti italiani, ma c’è stato anche un bellissimo slancio d’amore da parte dei nostri clienti europei, che sono arrivati in macchina pur di non rinunciare alla loro estate al Pellicano.

In che modo avete riorganizzato lofferta dei vostri hotel in seguito alle restrizioni dovute al Covid-19? Abbiamo cercato soprattutto di sostenere il territorio. Al Pellicano ogni venerdì organizzavamo una serata per promuovere i produttori locali, un’iniziativa molto apprezzata che ripeteremo anche quest’anno. Anche al ristorante abbiamo proposto solo cucina italiana e toscana. E abbiamo cercato di “camuffare” il distanziamento con piante e arredi per non far pesare ai nostri clienti le nuove regole.

La vostra filosofia da sempre è trasformare l'accoglienza alberghiera in unesperienza intima, perso- nale, quasi domestica”. Come ci riuscite?

Cerchiamo di far parlare ogni l’albergo di sé, valorizzando la personalità del luogo. È questo il bello degli alberghi di famiglia. Abbiamo la grande responsabilità di avere il tempo delle persone nelle nostre mani: io voglio riempire quel tempo di attenzioni speciali, piccole cure che regalino un sorriso e arricchiscano i nostri ospiti, che si tratti di una conversazione, un piatto di pasta, una canzone, un libro

Per esempio?

Scelgo personalmente la musica per i nostri hotel, durante tutto l’inverno aggiorno e costruisco le playlist: l’anno scorso ho voluto solo musica italiana, soprattutto i grandi classici come Mina, De Gregori. Lo stesso vale per i libri: molti alberghi li comprano “al metro”, solo per riempire la libreria, noi invece proponiamo ai nostri ospiti delle vere e proprie chicche. Ho chiesto all’autore Leonardo Colombacci di curare la selezione di 50 libri da leggere assolutamente nella vita, e abbiamo anche una selezione dei migliori 100 film creata dal regista Saverio Costanzo. Quest’anno abbiamo in serbo un’altra sorpresa: metteremo i telescopi nelle camere per guardare le stelle. Sono questi piccoli dettagli che ci permettono di apprezzare la magia della natura che ci circonda.

In che modo la sua formazione da architetto ha influito sulla sua visione manageriale?
La facoltà di architettura mi ha insegnato a pensare, a mettere tutto in discussione. Così quando sono entrata nel mondo degli alberghi ho avuto un approccio filosofico e intellettuale molto libero, che non si basa su regole fisse ma al contrario ricerca la diversità e l’unicità. All’inizio mi guardavano tutti un po’ male: non solo ero la figlia del proprietario, ma avevo delle idee che sembravano folli. Col tempo, però, si è creata intorno al Pellicano una sorta di “tribù" di persone che si riconoscono nel luogo, nel suo stile e nei suoi valori.

Lanno scorso, durante il primo lockdown, ha inaugurato il progetto ISSIMO (issimoissimo. com), una piattaforma di e-commerce e lifestyle che ha definito il suo quarto albergo”. Come è nata lidea?

È stata un’altra follia. Un modo per portare i nostri alberghi a casa delle persone in un momento in cui non potevano viaggiare. Su Issimo c’è tutto il meglio dell’italianità: le playlist, i luoghi da scoprire, le eccellenze della moda, del cibo, del beauty. Funziona perché tutti amano il nostro Paese, tutti hanno un pezzettino d’Italia dentro di sé.

Qual è il primo viaggio che ha in programma quando saremo di nuovo liberi di spostarci?
Prima di tutto andrò nei miei alberghi aperti, e già mi sembra un miracolo. Poi continuerò a viaggiare in Italia e a scoprirne le tante meraviglie. Prima trascorrevo in Italia solo una settimana al mese, ero sempre in viaggio. Adesso ho scoperto che mi piace proprio stare qui: non esiste un altro Paese come il nostro.

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