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Potrebbe essere l’incipit di una Genesi moderna. Da quando, nel 1879, l’inventore statunitense brevettò la lampadina trasformandola in un oggetto di massa, il mondo fu illuminato di una luce nuova, senza tempo né limiti. Questa rivoluzione ha dato inizio a uno dei capitoli più affascinanti del design moderno e contemporaneo, che ha spesso impiegato proprio la luce come elemento essenziale di progettazione. Per rischiarare lo spazio, ma anche per disegnarlo, “scolpirlo”, reimmaginarlo all’infinito.
Dopo il decorativismo naturalistico dell’Art Nouveau, è il Movimento Moderno a introdurre nella progettazione delle lampade il principio cardine del design moderno: quello di una forma estetica che segue la funzione.
“I nostri occhi sono fatti per vedere le forme nella luce”, scriveva Le Corbusier, forse proprio mentre concepiva la sua lampada Cabanon nel 1952, sulle rive della Costa Azzurra. Oggi, a distanza di oltre cinquant’anni, Nemo Lighting la propone all’interno della Collezione Masters, che riedita le lampade progettate dall’architetto svizzero e da un’altra pioniera del Modernismo, Charlotte Perriand - oggetti realizzati in origine esclusivamente per le architetture per le quali erano stati disegnati - basandosi sui loro studi e schizzi originali.
Gli anni Sessanta e Settanta sono il momento in cui la luce diventa una grande protagonista del design; e ci sono capitoli, come quello di Flos, che restano indimenticabili. Le lampade disegnate da Gino Sarfatti, Gio Ponti, i fratelli Castiglioni e Tobia Scarpa sono tuttora icone dello stile italiano. Flos ne celebra l’intramontabilità attraverso la nuova visual story Icons, un suggestivo racconto per immagini (visibile per intero su flos.com), che immortala dodici delle
sue lampade storiche - tra cui Arco, Snoopy, Taccia e Parentesi - inserendole all’interno di androni milanesi d’autore. E che dimostra come, citando le parole della nuova Chief Creative Officer Barbara Corti, «le lampade non siano semplicemente elementi funzionali, ma veri e propri intermediari semiotici tra l’essere umano e lo spazio che lo circonda».
L’indagine sulla luce come mezzo per disegnare lo spazio è al centro della ricerca contemporanea di Mandalaki. Con Halo Edition, risultato di studi ottici e cromatici che uniscono arte e scienza, lo studio milanese di design ha trasformato la lampada in un portale di connessione tra il naturale e l’umano. Queste lampade usano la luce non come fonte di illuminazione, ma come proiezione grafica, precisa e definita, per ridisegnare scenograficamente paesaggi domestici e naturali - come quelli rocciosi e innevati delle Dolomiti, protagoniste del progetto artistico Halo Expeditions - modificando ed espandendo la nostra percezione degli spazi. Ai fenomeni della natura si ispira anche Slamp, azienda di illuminazione il cui visionario fondatore, Roberto Ziliani, ha ottenuto nel 2024 il prestigioso Compasso d’Oro alla Carriera – riconoscimento che arriva in concomitanza con il trentesimo anniversario dell’azienda. La sua nuova lampada Fiordlys ricorda le sinuosità luminose di un’aurora boreale, o dei movimenti delle scogliere nordiche. La luce si trasforma così in un linguaggio creativo capace di amplificare la nostra percezione del mondo, aprendo scorci inaspettati negli spazi del quotidiano.
Crediti Fotografici: